2025
12 04 –Musica di illogica portata.
Per
Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Logical song Supertramp 1979
Da
piccolo la vita sembrava meravigliosa.
Un magico
miracolo in un cantico cantato.
Poi
mi mandarono in giro ad insegnarmi.
A
diventare funzionale, logico, responsabile, pratico.
Mi
indicarono un mondo in cui essere fedele, clinico, razionale, cinico.
Mi
addormentavo tra troppe domande per un giovane semplice.
Mi
chiedevo chi fossi io per non essere loro complice.
Allora
una voce nella mente mi diceva di tacere.
Di
arruolarmi per non essere taggato cerebrale, radicale, liberale.
Dovevo
essere come loro, bandito, ingordo, fanatico, criminale.
Firmare
per essere accettabile, presentabile, rispettabile. Un vegetale.
Mamma
mia che testo sacro.
Era
il tempo che desideravo uno stereo da vinili.
A occasione
meritata mio padre mi premiò.
Consigliato
dal commesso ci mise anche un elleppì.
Un vinile
di barboni con il groove a colazione.
Quella
era vera roba da campioni.
Troppo
poche le canzoni.
Le
ripetevo tutto il giorno.
Gli
facevo fare andata e ritorno. (Fossati)
Scavavano
nel profondo.
Qualcosa
aleggiava tra quei versi.
Erano
suoni e voci di profeti.
Si
dice che è solo musica leggera.
Che
qualcuno la dovrà pur suonare.
Ripescata
nel vinile universale.
Tra
solchi incisi nella neurosfera.
La
verità è che è uno specchio.
Pesante
di realtà nascoste o esposte.
Ci
volle più di un ventennio.
Per
sentire lo specchio a orecchio.
Ricontai
le canzoni di sana lucida pazzia.
Mille
volte e passò il dolore di essere solo.
La logica
era bella che andata e dimenticata.
Fu un
trionfo di illogica portata.
Sulla
lunga via di casa ritrovata.
Figata reiterata.
On the long way home.
Kalimmudda ipsum dixit






