2025 12 15 - Milano Roma in fila per tre.
Per
Onda su Onda – via www.shareradio.it . Sottofondo : La marcia in fila per
tre 1974
Certo
che strano è strano.
Come
mi avessero attirato le musiche non lo so.
Nato
nel 66 mi specchiavo nell’abitudine di vecchie canzoni.
Di
asili, elementari e medie ricordo meno di qualche sedia.
Sarà
che avevo una vita pendolare tra andate e ritorni.
Forse
rimuovevo dolori oscuri di traslochi tra città aliene.
A
volte mio padre mi accompagnava.
Passavamo
a fianco dell’istituto per bambini ciechi.
Mi
chiedevo come facessero, mentre uscivano voci suoni e note.
Approdavamo
alle elementari di cui non ricordo manco il nome.
Un
cortile seminterrato si raggiungeva da una rampa asfaltata.
Tutti
chiusi in quella fortezza di cemento c’erano suore secondini.
Io
cantavo una canzone che a me pareva una profetica visione.
Mi
metteva una inquietudine lunga quanto una torpedine.
Ebbi
la stessa sensazione anche a Roma, tanti preti niente suore.
Con
un posto da solista esibito nel coro cattolico delle voci bianche.
Meno
male che a Vittoria sono stati risparmiati preti e suore, alla Montessori.
A
me quelle strofe aleggiavano in mente come un allarme.
Presto
vieni qui, ma su non fare così, ma non li vedi quanti altri bambini? (Bennato)
Che
sono tutti come te, che stanno in fila per tre, che sono bravi e che non
piangono mai.
E'
il primo giorno però domani ti abituerai, e ti sembrerà una cosa normale.
Fare la fila per tre, rispondere sempre di sì e comportarti da persona civile.
E
che paura all’idea del finale terminale.
Ora
che sei padrone delle tue azioni, prendi la strada giusta e non sgarrare.
Mettiti in fila e vai a lavorare, se vuoi far parte delle persone serie.
In
pratica io non andavo a scuola.
Io
viaggiavo come un’ape verso un posto in alveare.
E
così iniziò la grande fuga.
Alla
ricerca di qualcosa, chissà cosa.
In
fila da solo e mica per tre.
Kalimmudda
semper dixit
Le
lunghe marce in fila per tre

Nessun commento:
Posta un commento