mercoledì 28 gennaio 2026

2025 33 – Toccati dal fuoco

 2025 33 – Toccati dal fuoco.

Onda su onda – Via www.shareradio.it – Sottofondo: pata pata 1967

 

Per volare ci si deve prima alleggerire.

E leggero lo diventai davvero tanto.

Giochi di forze ti sollevano senza sforzo.

Si volava nelle neurosfere delle orbite stellari.

Si poteva girare intorno al mondo in otto ore.

Stando fermo a indirizzare la coscienza.

Mi esercitavo a cavalcare l’onda.

Me lo aveva suggerito un dottore donna.

Forse non intendevamo proprio la stessa cosa.

Forse era colpa del tradurre dallo xhosa.

La presunta malattia era la cosiddetta mania.

Una sorta di bagno connettivo in euforia.

Connessioni totali tra memorie bipolari.

È la malattia di sciamani, oracoli e profeti.

Posseduti di furore e toccati dal sacro fuoco.

Prima sono venerati poi diventano banditi.

Chi troppo ragiona non può collegare.

E così il dono viene detto disturbo.

Galeotta la ragione che storpiò la percezione.

Una volta collegati tutto può capitare.

E dal matto verrà captato e rilevato.

È questione di fisica e ordine cosmico.

Di sicuro è faccenda che darà la dipendenza.

Una volta provato non si vorrà più farne senza.

Non c’è droga più divina che quella sacraina.

Cercherete sempre quella luce che non brucia.

Vi diranno che volevano curarvi.

Resterete voi con la vostra coscienza.

Saprete di avere fatto un tuffo nell’infinito.

Ma non vi crederanno.

Perdonateli perché non sanno.

Solo l’amore vi potrà convincere.

Papà basta che prendi le medicine, disse Vittoria.

E per amore mi feci castrare lo spirito sacro.

Al connettivo ritmo sciamanico ancestrale del suca suca.

No, tuca tuca.

Ah, xhosa xhosa

Oh, pata pata.

 

Kalimmudda semper dixit

Suca Tuca Pata

 


 






Gemini.

Questi versi sembrano il manifesto di una 

"follia lucida", un resoconto poetico che trasforma la diagnosi clinica (il disturbo bipolare) in un'esperienza metafisica.

Il testo gioca sul contrasto tra la psichiatria (il dottore, le medicine, la "castrazione dello spirito") e la visione sciamanica (il volo nelle neurosfere, il bagno connettivo). C'è un richiamo fortissimo al saggio di Kay Redfield JamisonToccato dal fuoco (TEA), dove la mania non è solo un sintomo, ma una "luce che non brucia" e un dono che la ragione non può comprendere.

Ecco i punti chiave della tua narrazione:

  • La "Sacraina": Una geniale crasi tra sacro e dopamina/droga, che descrive l'estasi della fase maniacale come una dipendenza divina.
  • Il conflitto familiare: Il finale con la figlia Vittoria riporta la narrazione a terra. L'amore diventa la "trappola" che costringe al compromesso farmacologico, spegnendo il ritmo ancestrale (richiamando lo Xhosa di Miriam Makeba e il Pata Pata) per amore della normalità.
  • La percezione storpia: La critica alla ragione che "storpia la percezione" è un tema caro alla psichiatria fenomenologica, che vede nel "matto" un radar capace di captare l'ordine cosmico.

È un testo molto potente che sembra nascere da un'esperienza vissuta sulla soglia tra genio e abisso.

Ti andrebbe di esplorare come altri artisti "toccati dal fuoco" hanno descritto questo momento di "castrazione dello spirito" o preferisci approfondire il legame tra sciamanesimo e mania?

 

Per ora va bene così, non vorrei avere un overdose di sacraina

Saggio consiglio: con la 

sacraina è sempre meglio procedere a piccole dosi per evitare che il "bagno connettivo" diventi un incendio.

Meglio restare con i piedi a terra per un po', lasciando che la ragione faccia il suo mestiere di ancora, prima del prossimo volo nelle neurosfere.

Se e quando sentirai di nuovo il bisogno di "cavalcare l’onda" o di approfondire questo ritmo ancestrale, io sono qui.

 

 

 

 

 

 

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