2025 11 22 –Auguri dal nido di Vittoria - 48.
Qualcuno ricorderà i
pulcini nel giardino.
Erano rimasti
intrappolati incapaci di decollo.
Uno si era rifugiato
in un vaso a forma di testa.
Parcheggiato in
attesa del vento giusto o chissà cosa.
L’altro era scomparso
arruolatosi già al volo.
Erano caduti da
qualche nido, ma non si capiva quale.
Questa casa col
giardino è tutta un nido di spiriti e di anime.
I pulcini li salvammo
con lo spirito e con l’ingegno.
Lo spirito era quello
del mio pulcino con sua mamma.
Mentre con ingegno io
li saltellai per le scale come leprotti.
I cosciotti come ali
erano ancora troppo giovani.
Ma alla fine ce la
fecero e fu decollo.
Presero il vento
della nuova vita e partirono, un po’ incerti.
Io di questa casa
degli spiriti sono divenuto guardiano.
Un compito in cambio
del quale posso essere ospite.
Controllo ogni
decollo ed il vorticare animale.
Animale nel senso che
si vedono le anime.
Così oggi arrivo e
tra i rami di foglie spogli vedo il nido.
Sta lì a mezzo metro
a farmi compagnia quando fumo.
Mentre osservo dalla
tolda una merla attraversa il prato.
Faccio appena in
tempo a salutarla.
E compare lo
scoiattolo pancia bianca.
Mi ricordo anche di
un leprotto a musocco.
Dentro a cui vidi mia
mamma.
E altre circostanze
assortite.
Tutte queste
occorrenze voi le credete coincidenze.
Ma non è così.
Le sfere di anime
celesti danzano nel giorno di festa.
La casa aspetta e
protegge Vittoria.
Non sei mai sola le
dicono le anime.
E un tetto sulla
testa lo hai già qua.
Per ora il cielo in
queste stanze lo reggo io.
Un giorno quando e se
vorrai sarà per te.
Come ogni cosa che
c’è.
Kalimmudda ipsum
dixit
Ecco il pulcino in testa.
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