2025 12 03 – Il contrabbandiere alPino.
Per Onda su Onda,
via www.shareradio.it. Sottofondo: A me me piace 'o blues Pino Daniele originale
del 1980
A me me piace’o blues
e tutti i giorni aggia cantà.
Perché so’stato zitto
e mo’ è ‘o momento ‘e mi sfoga’.
Tengo ‘a cazzimma e
faccio tutto quello che mi va.
Perché senza
contrabbando io già stavo al camposanto.
L’ultimo è un innesto
su pezzo al Pino.
Ma d’altronde sono
stato dichiarato pazzo.
Col vantaggio che
posso bene rompere il cazzo.
Eravamo negli ottanta,
molto ruggenti troppo fetenti.
L’obsolescenza
programmata aveva da poco ucciso il compact disc.
Sembrava una
innovazione epocale.
Durò solo qualche
anno, poi il dio del consumo inventò gli mp3.
Io ero un compratore
seriale del disco da laser.
Me li guardavo
toccavo e non solo ascoltavo.
Con gli amici ci
passai giornate e nottate intere.
Così un giorno dissi
basta al dilagare della bestia.
Caricai dei valigioni
nella mia auto lamierone.
E partii alla volta
della casa sull’alpe elvetica.
Avevo un lucido piano
in mente, sovversivo certamente.
Per giungere alla
magione c’era però da passare la frontiera.
Col gendarme in
uniforme in un posto di confine detto Trasquera.
La divina provvidenza
contenuta nel carico di note mi soccorse.
Pur tanto ligio, al
generale scappò un provvido piscio.
E io valicai il bel
passo del Simplòn.
Mi misi di impegno a
masterizzare i cd in emmepitre.
Assorto per alcuni
mesi, diciamo un paio o tre.
Ad opera compiuta presi
la strada del ritorno.
Contrabbando anche
stavolta, ma invisibile binario.
Giunto a casa a
Milano rimirai la grande opera.
E diedi il là al
piano iniziato al Pino.
Seminai a parenti e
amici mille cd masterizzati in un disco solo.
Tra i tanti, uno
anche al tango locale di un amico.
Jazz, leggera, blues
e altro.
E così il
contrabbando alimentò il soundtrack del Naviglio.
Se non era per il
contrabbando ascoltereste solo monnezza.
Ma meno male che
tengo la cazzimma.
E sona mo’.
Kalimmudda sull’Onda
su Onda


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