lunedì 9 febbraio 2026

2025 40 - Mattanze romane

2025 40 - Mattanze romane.

Per Onda su Onda, via www.shareradio.it. Sottofondo Vacanze romane 1983

 

Il testamento di Barbara fu di certo uno scioc.

Ma bisogna essere onesti.

Erano stati anni passati insieme.

Erano stati anni passati anche bene.

Avevamo ricalcato ignari la diade familiare.

Eravamo ancora in coppia, come stelle in rotazione binaria.

Il modello era quello dei miei.

Pronti a difendersi da tutti anche alzando il tiro.

Eravamo in Roma centro, vicino a villa Borghese.

Un malcapitato tentò di scippare mia madre.

Pronta accorse la sua altra metà, mio papà.

Gambe piegate e inquadrato il mirino.

Sparò in sequenza con il ferro, l’arnese.

Fece fuoco alla moto con sacro furore.

Si senti l’urlare del poveraccio preso al polpaccio.

Scippato del proprio coraggio contro ogni presagio.

All’epoca Barbara non aveva tastato quella strana famiglia.

Fatta di gente capace di sparare per strada.

Un giorno ci trovammo a dovere tornare a Roma.

A riprendere quel nostro tran tran sull’autosole.

Tra Roma e Milano, aria di mari e denari.

Doveva essere questione di qualche giorno.

Durò settimane o mesi.

Mio nipote piccolo stava steso in ospedale.

Attaccato a tubicini, apparecchi e macchinari.

Anche i miei erano venuti al capezzale.

Era il cucciolo di casa, non potevano certo mancare.

La salute degradava e il bambino peggiorava.

Un giorno a sorpresa mio padre mi prese da parte.

Salutò e disse che con mamma ritornavano a casa.

Altrimenti mia madre, altezzosa bambina viziata, non mangiava.

Insomma, passò il testimone con un grande affanculo.

Restammo li a vederlo morire chiusi in noi sempre di più.

Fu una mattanza, una paranza di morte, una confusione di emozioni.

Ci fecero restare al posto loro, senza voglia di soffrire.

Ci piazzarono nel lusso dell’hotel a Porta Pinciana.

Soldi in mano e tanta grana, ogni sera da sopportare era ubriaca.

Eravamo Hemmingway in via Veneto al nostro Harris bar.

Il dolore andava vissuto, ma venne degradato a una roba da affogare.

Quello fu un momento in cui il contratto di matrimonio si crepò.

E in cui io vidi mio padre senza spoglie, mentite o no.

A suo agio stava nella città crassa solo se poteva governarla.

Poi era meglio la fortezza di casa.

Roma antica città, ora vecchia realtà.

Non ti accorgi di me e non sai,

Che pena mi fai.

Kalimmudda semper dixit

Vacanze romane




 

 

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