2025 12 02 – Birth of "Onda su Onda".
Per Onda
su Onda, via www.shareradio.it.
Sottofondo: Onda
su onda versione di Paolo Conte
Riascolticchio
birth of the cool.
Disco
coolt di Miles Davis del 57, io del 66.
Letteralmente
sta per nascita del figo.
Praticamente
equivale a dire una figata.
C’entra
perché così nasce questa rubrica.
Il
fatto è che son passati i tempi antichi.
Quelli
che dal medico che ci vado a fare.
Non
voglio mica smettere di bere e di fumare.
Esco
dunque dall’incontro sanitario.
Devo
evitare di uscire dal binario.
Deragliare
in questo nuovo mare solitario.
Dove
mi hanno pensionato come un usa e getta.
Hanno
spalancato le porte al mio noto ignoto.
È
l’approssimarsi di un passo alla morte certa.
Il
rischio è nella mia indole da controllo.
Se
volete ammazzarmi vi precedo e faccio io.
Veicolo
finale sarebbe un bel sovradosaggio.
Sotto
la metro mi sentirei un disturbo.
Causerei
troppo disagio, una scusa per il coraggio.
Così
mi arrovellavo mentre chissà cosa pensavo.
Quando
si alza quel vento del vuoto e l’anima si buca.
Tu
ti senti di affogare mentre annaspi a galleggiare.
Onda
su onda una marea sembra portarti via.
Alla
deriva, in balia di una sorte bizzarra e cattiva.
Ma
all’orizzonte albeggiò un provvido intervento.
Lo
operò quel sacramento di servizio nazionale.
Denigrato
e disprezzato da chi non ha memoria.
Certo
ci sono le code, i ritardi e i tempi di attesa.
Ma
io non farei a cambio con il congolese.
Mi
hanno prescritto accertamenti.
E
poi una nuova strana cura detta radioterapia.
Si
sono inventati un formato per me personalizzato.
E
abbiamo convenuto tre minuti di parole e note.
Per
cercare di sorridere tra memorie e nano storie.
O
alla peggio tra deliri strutturati.
Una
marea o una risacca, vai a sapere.
Da
marosi congolesi a cavalloni mediolanesi.
Ecco
qua la radioterapia su misura.
Ecco
qua onda su onda.


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