2025 12 08 – Scaramucce col dio brama.
Per Onda
su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo
: Il mio amico
ingrato 1994
Riparte
la curiosa avventura delle mie storie.
Le
selvagge mansardate notti sono sfumate.
Un
evento di grande portata le ha tosate.
È
arrivata la giornata che mi sono maritato.
La
giornata si è presentata alla improvvisata.
Sorpresona:
tutti e due i genitori malati in ospedale.
Era
tutto già caldo fumante e non si rinviò la cerimonia.
Io
mi maritai senza pezzi di famiglia.
Cattivi
auspici risuonarono già in Comune.
Il
sottofondo era quello da campione dei ricchioni.
We
are the champions risuonava nella sala. (Queen)
Improbabile
canzone di profonda resilienza.
Di
trionfi dopo ostacoli e difficili momenti.
Un
augurio alla sfiga, una macumba previsiva.
Assommata
ai genitori in ospedale fu una partenza menomata.
Aleggiava
anche una certa aria di invidia.
Così
cantavano gli amici.
Memori
di notti brave affogate nel dio brama.
Si,
quello dall’idioma nazionale che non sembra un santo indiano.
Geffer,
pillole e goldoni, un souvenir delle stagioni. (Capossela)
Che
hanno il vuoto dentro il frigo, che hanno il malox per amico.
Un
amico che è sposato, mangerò il suo minestrone.
E i suoi confetti di virtù.
Manco
il tempo di ascoltare che mi sento spintonare.
Rotoliamo
come biglie per le scale del grande hotel.
Mi
spingono dentro a un cesso.
E
spacchettano aperitiri.
E
che ci volete fare.
Che
cosa ci potevamo aspettare.
Erano
solo scaramucce.
Eppoi
piccole come pagliuzze.
Avrei
dovuto tirare una bestemmia indiana.
Roba
tipo porco crave e porca brama.
Invece
ero posseduto.
Basta
a tutte quelle scaramucce.
Era
ora di andarci deciso.
Era
ora di coccoina.
Come
dopo e come prima.
Evviva
lo sposo.
Aperitiro
yes!

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