2025 12 18 – Un lustro di aria strana.
Per
Onda su Onda via www.shareradio.it . Sottofondo: Take
a walk on the wild side. (Reed video. 1972)
Dai
18 ai 23 anni mi adattai all’università.
Ero
entrato alla Bocconi per grazia ricevuta.
Forse
per fortuna, forse per paterna corruzione.
Arrivai
per primo tra i ripescati.
In
quella lista dove gli ultimi saranno i primi.
La
interpretai a modo mio, e una lezione mi bastò.
Poi
studiai sui libri e giammai non frequentai.
D’altronde
quei gran geni di economi li vendevano a lezione, i loro libri.
Mi
dissi che ero buono anche da solo, e conclusi in metà tempo.
Studiai
nella bella mansarda, quella sordida futura.
Era
un’altra svrenzola di pulcinellosa libertà scippata. (Libertà Pino Daniele
1977)
Ero
contento, anche se pareva non succedesse niente. (Aria strana 1989)
C’era
un terrazzo lussureggiante.
Io
adoravo tutte quelle piante.
Forse
era invidia perché loro avevano radici.
Il
fiore più felice è il fiore senza radici, si dice. (Almamegretta 1992)
Ma
non è vero.
Era
una vita di mancati amori e amici.
Bruciava
ancora l’estirpato primo amore.
Così
il secondo primo amore lo lasciai io.
Per
paura del dolore che partisse a studiare all’estero.
Era
una mente e un cuore da roba seria.
Tipo
ingegneria genetica mica pippe di economia.
Lei
era anche una forte pranoterapeuta.
Mi
insegnò pure quella altra via.
E
poi partì e restammo due da soli.
L’aria
intanto rimaneva strana.
Le
domeniche passavano.
Cucinavo
per i miei nella mansarda.
Mentre
padre ci abboffava di ogni caro ben di dio.
Tuta
quella strana stranizza intanto scavava. (Stranizza d’amuri, Battiato 1979 –
Cinghiale bianco)
Una
strana aria di brama surrettizia mi rodeva.
Erano
troppi quegli abbandoni alla soledad.
Reclamavano
ritorni e ricerche in altri lidi.
Mentre
l’anima sottomessa cantava sommessa.
Milano is the place to be.
Soledad però no quiero no. (Mano negra 1989)
Hey boy, take
a walk on the wild side. (Lou reed video 1972)
Kalimmudda semper dixit.
Soledad e wild side

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