2025 12 14 – Ninna nanna per Vittoria da papà.
Per
Onda su Onda, via www.shareradio.it . Sottofondo: Ninnananinnanoe 1979
Il
parto fu tremendo, cruento, truculento.
Direi
pulp, come si usa dopo il famoso film.
Ma
tra bestemmie silenziose alla fine vinse la vita.
Il
fagotto grigio topo si affacciò sulla ribalta.
Oggi
posso dirlo perché è diventata adulta.
Fino
a quel momento ero perplesso.
Convinto
di averle fatto un torto.
Gettata
nella vita come un cane senza osso.
Come
un attore senza manco la parte.
In questo
mondo certamente bello.
Ma
indubbiamente anche brutto.
Una
volta anni dopo glielo dissi.
E fu
pioggia di lacrime a dirotto.
Ecco,
non mi vuoi bene, non mi volevi.
La
verità è che per lei non volevo questo mondo.
E ciò
per me era segno di amore profondo.
Poi
però mi si affacciano sordi altri ricordi.
Una scarna
tetta della madre e una pompetta tiralatte.
Tenevamo
pronto il biberon per la campale nottata.
Vittoria
si svegliava per la fame e ululava come un lupo.
Mi
alzavo io per alleggerire la madre e lasciarla dormire.
E
così garantivamo la poppata reiterata.
Mentre
la tenevo in braccio in lei vedevo la meraviglia.
Il
mondo brutto e cattivo mi appariva meraviglioso, quasi.
Vittoria
da brava regina era un poco pretenziosa.
Non
bastava solo il latte.
Ci
voleva anche la coccola e la ninnananna.
Io
non avevo ricordo di ninnananne ricevute.
Ragion
per cui improvvisavo e canticchiavo.
Dormi
nannella mia, fuori sta o’malo tiempo. (Pimo Daniele)
Dormi
nannella mia, meglio che non sienti.
E
stringimi i diti, stringimi i diti.
Sempre
più forte.
La
meraviglia mi scioglieva il cuore.
Allora
come ora.
Stingimi
le dita Vittoria.
Io ti
sentirò.
Tu
mi sentirai.
Kalimmudda
semper dixit
Dormi nannella mia - Ninnananinnanoe
Che meraviglie
E la
meraviglia


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