2025 26 – Anche
il ricco scoppia, a Crans.
Per Onda su Onda, via www.shareradio.it.
Sottofondo: Onda su onda versione di Paolo Conte
Mamma mia ma che paura.
Questa è una frattura, una fattura, una
iattura.
Di sicuro una sciagura.
Esplosione nell’alpeggio.
Poteva anche andare peggio.
Il cane morde sempre lo straccione.
Mai sentimmo terremoto a Montecarlo.
Sempre in posti derelitti.
Invece oggi è scoppiata Crans Montana.
Vittoria e io siamo rimasti interdetti.
Proprio a Capodanno.
Augurio o presagio di futuro danno.
Era lì la casa dei sogni di famiglia.
E di Vittoria figlia.
La vendetti tra suoi rimpianti e pianti.
Le rimase dentro al cuore.
A me invece un po’ meno.
Un paese senza storia.
Un villaggio che era una troia.
Con i tetti piatti non spioventi.
Con un nome che non fa manco comune.
Meta di borghese transumanza.
Dimenticata quella vera all’alpeggio.
Allora regalai a Vittoria due mucche.
Gemelle nere con le corna.
Di pura razza valligiana del vallese.
Contro il logorio della uber borghesìa.
Dall’Europa intera giunta a stuprare per
natura.
Si narrava di ricicli e investimenti
miliardari.
Provenienti dalle mafie e dalla Russia.
Fino ai dollari dei dromedari.
Il grande botto non sarà forse doloso.
Non sarà opera di un bombarolo di
alpeggio.
Ma di certo ha simbolica valenza.
Troppe banche locali.
Troppe Constellation artificiali.
Ecco un incipit di anno vero.
Per una storia da polveriera.
Soldi soldi soldi e sempre tanti privilegi.
Brucia Montana e brucia tutta Roma.
Anche il ricco scoppia.
Kalimmudda ipsum dixit
Alpeggiando

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