martedì 20 gennaio 2026

2025 26–Era mia madre, la nonna

 

2025 26–Era mia madre, la nonna

Per Onda su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo. Io mammeta e tu. 1955

 

Mia madre era il simbiotico lichene di mio padre.

Radici nobiliari mai dimenticate e sempre pesanti.

Una capa tanta di fasti e allori più o meno andati.

Con una omertosa sofferta dissimulata nobiltà.

Per adeguarsi alla vita di mio padre.

Lui la sfotteva e le diceva che non era di Napoli.

Tu sei di Posillipo non di Napoli centro.

Scoperta come una bambina nella marmellata.

A lei rodeva anche se lo celava con contegno.

Alla morte di mio padre mi dovetti improvvisare.

Mi lasciò con tutto il loro circo dei miracoli.

Personale, usi, abitudini, costumi e roba varia.

E una madre già perduta che rifiutava di mangiare.

Era una vendetta contro la vita che l’aveva derubata.

Defraudata dell’affetto per il nipote morto piccolo.

Mio padre morente mi aveva pregato.

Non privarla della casa museo.

Già da anni piena di aura di tombale mausoleo.

Era quella sopra la quale c’era la mansarda delle mie scorribande.

Il patto implicito era che io ne usufruivo.

In cambio delle cure e attenzioni varie necessarie.

Vissi il suo dubbio come una offesa dritta rivoltami,

Dopo anni passati a curarli dubitava ancora di chi io fossi.

Il peso della corte era davvero una eccessiva dismisura.

Che si portava dietro tutta la psicotropia connessa.

Arruolai la truppa della famiglia intera di Bernarda.

Nera stirpe di cameriera da Cabo Verde.

Capace di macumbe e di sgozzare un pollo.

Caricai armi e bagagli e partimmo per Maratea.

Io, mammema, due guaglioni e un tesoro di creatura down.

Mi circondai di vita per esorcizzare la morte.

Mia madre invece rimase salda nel suo principio di suicidio retard.

Non riprese a mangiare.

Una sera sbottai che almeno doveva farlo per me.

Mi disse è vero.

Ma non mangiò e poggiò le posate.

Era una donna sofferente ma viziata e altezzosa.

Si vedeva nel rapporto con l’orda di negri.

Da me chiamati in vitale soccorso.

Di nascosto tirava calcetti a Patrizia la down.

Credeva che non la vedessi.

Ma in realtà io lasciavo fare, a Patrizia.

Lei la guardava dritta negli occhi.

E faceva il gesto di tagliarle la gola.

Con tanto di crrr gutturale suono.

 

Kalimmudda semper dixit

Io mammeta e tu, passeggiando pe' Toledo

 

Immagine che contiene disegno, schizzo, persona, illustrazione

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