martedì 9 dicembre 2025

2025 12 12 – Caffè, ceste, sospesi

2025 12 12 – Caffè, ceste, sospesi.

Per Onda su Onda via www.shareradio.it. Sottofondo Donna Concetta e Fortunato. 1977

 

Storia di un popolo che cammina sotto ‘o muro.

Poi ripartirà la narrazione nella mia bio io grafia.

La provvida giovane marmotta ha notato un fatto.

Sotto in strada dirimpetto hanno fatto l’alberello.

È medio piccolo discreto ma bello.

È addobbato con un cartello.

Mentre guardo monta un freddo porco.

Gelida ventata tipica della città malata.

A stare fermi in quel gelo uno si congela.

Chissà se hanno aperto le stazioni ai barboni.

Ma in fondo è un problema loro.

Mentre tutti corrono a cercare l’oro.

Mi tuffo al chiuso dentro al caldo da bar.

Che tepore, che calore, che piacere.

Manca solo una anticchia di buon cuore.

Fa difetto la tradizione del caffè sospeso.

Orgogliosa usanza popolana napoletana.

Chi può metta e chi non può prenda.

Esco in un’altra prospettiva.

Il cartello ora parla e dice di ceste sospese.

Il cuore si riscalda al ricordo napoletano.

Non mi interessa nemmeno l’orda di razzisti.

Io so bene che sono nascosti qui a Milano.

Cerco altre memorie di immagini sospese.

Donna Concetta dicite.

Cacciate tutti i ricordi ‘a pietto.

Il tempo delle cerase è già finito. (Ciliegie)

Fortunato non è più come una volta.

Salutava le femmine ‘ncoppa i balconi.

Vecchie giovani e guaglione.

Si dice che è l’anima della città.

Sospesi di caffè, di ceste e magari pure di cuori e di teste.

Il possibile mondo futuro.

Se Milano avesse il calore.

Di mare.

 

Kalimmudda ipsum dixit

Donna Concetta e Fortunato.

 

Chi può metta, chi non può prenda








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