Per
Onda su Onda via www.shareradio.it.
Sottofondo Daniele e 99 Posse. Evviva
'o re 2001
La
cronologia si fa telenovela, un romanzo a puntate.
Galoppavo
sulle ali dei miei successi bancari in Paribas.
Ero
proiettato all’emula caccia dei successi paterni.
Non
avevo ancora capito che non c’era possibile gara.
La
sua era una storia ben strana.
Non
la ricostruii mai per intero.
Solo
frammenti da paranoia.
E ci
vollero anni perché quella buia storia mi giungesse a noia.
Un
giorno il padre sovrano si ammalò.
Tumore
terminale e niente da fare.
Tranne
che impazzire di dolore solitario.
Restava
da badare alla madre regina.
E
l’unico modo che trovai fu la cocaina.
Peccato,
io la vedevo la mia anima nera. (Daniele)
Ma
ero quasi diventato una persona normale.
Ne
pagò il prezzo mia moglie con le sue turpi voglie. (Guccini)
Non
eravamo più allineati da tempo.
Lei
voleva una vita di dorato normale.
Io
dovevo cercare di non provare vergogna.
Per
quel privilegio di origine dubbia.
Pecunia
non olet per me non valeva.
Papà
morì in sei mesi di strazio.
Tra
le mie amorevoli quanto inutili cure.
Nel
suo essere oscuro mi dibatto ancora.
Petroliere
o faccendiere, cavaliere o trafficante.
Si definì
così: comperavo navi intere di petrolio.
Ora
il prosciutto per fare mangiare tua madre.
Io
cercavo di consolarlo con un “in fondo è lo stesso”.
Ma
oggi so per certo che non lo è.
Era
un progressivo depressivo diradarsi di relazioni.
Sopperivo
io perché era giusto.
E
perché dovevo meritarmi con la cura la fortuna futura.
Ma
scavavo trincee sempre più profonde.
Con
la vita normale sempre più lontana.
Nella
famiglia rimaneva solo uno strano soggetto.
Diplomatico
vaticano, lo trattava con gran rispetto.
Io
sono di filosofia omertosa.
Se
volete dirmi qualcosa ditelo, io non chiedo.
Così
non devo proteggere segreti.
Di
tutte le voci su quanto contasse scelgo questi fatti.
Nota
era la sua storia con Angelo Moratti.
L’onorificenza
vaticana di tale San Gregorio Magno.
La
benedizione del Papa in chiesa alla sua morte.
Devo
un grazie per la vita che ci ha permesso.
A
chissà che prezzo.
Era
mio padre, sarebbe nonno.
Di
Vittoria Aroldi.
Kalimmudda
semper dixit
Il
cryptocarlino

Nessun commento:
Posta un commento