2025 12 11- Il nano sultano del ping.
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Onda su Onda via www.shareradio.it.
Sottofondo: Sultans of swing
1978
Scorre
l’onda che ti sonda più profonda.
Dichiarammo
l’intenzione di giocare di parole.
Strofe
accordi note e nanostorie.
Il
video sono io, nozionato e programmato. (Matia bazar)
L’avvento
della musica filmata rivelò nascoste verità.
Dal
vivo non si bara e non c’è trucco.
Se
sei buono si capisce, anzi si vede.
Niente
cipria nelle orecchie.
Non
si usavano apparecchi.
Prova
tu a canticchiare di sottecchi.
Mentre
guardi come viaggiano le dita.
E
tieni il tempo per contare i minutaggi.
Alcune
volte ricordo cose insegnate.
Il
pianista della classica tiene alto il polso.
Serve
a scaricare potenza dalle dita alla tastiera.
Certi
bassi sono virtuosi per questioni di ditoni.
Altri
fiati sono geni di mestiere dei polmoni.
E
poi l’indice primario resta steso tra tappeti.
Chi
ha diritto a sboronare copre il palco di persiani.
Sono
loro i maghi veri, sono loro i gran sultani.
Allora
scelgo anche io di emulare.
Suono
l’aria e faccio il vento con il dito. (Dalla)
Una vita
a scagliare ping in rete.
A
suonare altrui indirizzi per battute frizzi o lazzi.
Basta,
ho capito che la musica io non la so fare.
Meglio
lasciare stare e restare lì a guardare.
Son bravino
con il ritmo dal mio piccolo portale.
Gli
mancava solamente l’elegante tocco finale.
Così
ho derogato al principio sobrio talebano.
E mi
sono comprato un mai più senza iraniano.
Un
tappetino piccino nano in giusta scala.
Una
liscia dimora per il dito mio sultano.
Dopo
i ping ecco il sing dei sultani dello swing. (Video)
Era
l’era che non si suonava per dovere.
Ora sono
pronto con il mio tappeto nano.
Allora
con fervore e ardore mi proclamo.
Sono
io il nanosultano.
Del
ping.
Il
portale nano

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